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Il Lago Darengo e la Capanna Como

by Luca

Se sul Lago di Como esiste il paradiso, probabilmente è questo luogo

Questo post non vuole essere l’ ennesimo articolo tecnico sul come raggiungere il lago Darengo e la famosa Capanna Como, per questo puoi trovare decine di descrizioni in rete.

Questo articolo vuole invece essere il mio pensiero ed il mio personale punto di vista su questo posto magico che raggiungo ogni volta che ne ho la possibilità.

Il Lago Darengo, nei pressi del quale sorge il Rifugio Capanna Como, è uno di quei luoghi magici dove mi sento a casa. Siamo in Alto Lago di Como, nel comune di Livo.

E’ un luogo pazzesco per quanto mi riguarda, quasi fuori dal mondo.

La Valle Darengo ed il Rifugio Capanna Como

La Valle Darengo è una valle abbastanza selvaggia ma al tempo stesso esplorabile da diversi tipi di escursionisti, da occasionale, a quello più esperto.

Per raggiungere la Capanna Como occorre tuttavia un po di allenamento; benchè classificato come sentiero di tipo “E” (Escursionistico) e non presenta particolari difficoltà tecniche, il dislivello di quasi 1200 metri ed uno sviluppo di quasi 10 km per il solo tragitto di andata si fanno sentire!

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Località Pianezza, sulla strada per il Lago Darengo

La prima “botta di vita” in quanto a dislivello lo si ha quasi subito, percorrendo la mulattiera che dal Crotto Dangri porta al paese di Baggio, passando per la vecchia chiesa di Sant’ Anna. Percorrendo un tratto relativamente corto si guadagnano infatti quasi 300 metri di dislivello.

“Ma chi me lo ha fatto fare”, potresti pensare quando ansimante ti potrai finalmente sedere accanto al vecchio lavatoio di Baggio per poter effettuare una prima piccola sosta e fare rifornimento d’acqua.

Già da questo punto si ha un primo piccolo assaggio degli scorci paesaggistici della zona: proprio dal lavatoio di Baggio è ammirabile il Lago di Como sovrastato dall’ imponente ed affascinante monte Legnone, che con i suoi 2600 metri di altezza domina l’ Alto Lario.

Da qui in avanti per una mezzoretta abbondante il sentiero ben segnalato è praticamente pianeggiante, con addirittura alcuni tratti in discesa! Basta non pensare che sarà tutta salita durante il tragitto di rientro 😛

Arrivati al ponte di borgo, attraversiamo il fiume passando così sull’ altra sponda della vallata, dove inizia un lungo e costante sentiero in salita, con tratti più o meno ripidi, caratterizzato dal cambio frequente di panorama e ambientazione.

Il paesaggio variegato del sentiero verso la Capanna Como

E’ anche questo il motivo per il quale adoro questa escursione: è un continuo susseguirsi di ambientazioni diverse. Un minuto prima stai camminando lungo una montagna, un minuto dopo sei immerso in un bosco incantato che pare uscire da un film di Tim Burton.

I nostri passi ci portano dritti dritti in località Pianezza, dove è presente l’ononimo rifugio. Già qui la vallata si apre ed in lontananza si vedono le creste dei monti che compongono l’anfiteatro della Valle Darengo.

Proseguendo sul sentiero, quasi sempre ben segnalato, si giunge ad uno degli scorci più suggestivi della camminata: uscendo dagli alberi, ti troverai di colpo davanti a tutta la Valle Darengo nel suo splendore.

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Un cavallo libero incontrato sul sentiero

Un’ enorme vallata verde, sovrastata da cime disposte a mo’ di anfiteatro, tagliata in due da un piccolo corso d’acqua . Visitando queste zone in tarda primavera ed in estate ti imbatterai quasi sicuramente in decine di cavalli che pascolano liberi nei prati, uno scenario di una bellezza incredibile.

L’escursione prosegue attraverso questo magnifico “pratone”, con una modesta ma costante salita, che ci porta, dopo aver attraversato nuovamente un torrente, alla “rampa finale”, gli ultimi 3 quarti d’ora che, come nella mulattiera iniziale, ti faranno di certo pensare “ma chi me lo ha fatto fare?”. Ma tieni botta, ne vale davvero la pena. Ormai ci sei.

Mentre sali (e mentre imprechi probabilmente), se guardi su dovresti iniziare a scorgere in lontananza l’asta di una bandiera: quella è la tua meta. Anche qui non ti puoi perdere, il sentiero è ben segnato e poi è l’unico, non puoi sbagliare (oddio, non è proprio vero che non ti puoi perdere, ma questa è un’ altra storia che preferisco non raccontare 😛 ).

Una volta completata quest’ ultima salita, quando il sentiero diventerà praticamente pianeggiante, ti troverai catapultato come in un’ altra dimensione ai piedi del secondo anfiteatro di questa escursione, quello che sovrasta il Lago Darengo.

Ecco, qui, in questo preciso momento, dirai sicuramente “ne è valsa la pena”.

Il Lago Darengo ed il suo anfiteatro

Provare per credere. Penso che nessuna foto e nessuna parola possa raccontare al meglio questo piccolo laghetto alpino.

Spesso, quando porto qui qualche amico in visita a Livo che non conosce questo luogo, mi sento dire: “Luca, adesso capisco perché ci vieni cosi spesso”.

Potrebbe essere un posto come un altro. Per me invece è uno di quei luoghi che hanno un qualcosa di magnetico.

Come ti dicevo ad inizio articolo, non volevo propinarti il solito articolo tecnico che parla dell’ escursione alla Capanna Como ma più che altro provare ad incuriosirti attraverso le mie parole e le mie fotografie, chissà mai che non ti venga voglia di visitare questo splendido luogo?

Lasciando comunque da parte per un attimo le emozioni ed i sentimentalismi, in un prossimo articolo due dritte pratiche voglio dartele, magari ti possono tornare utili. Quindi, stay tuned!

Noi ci si legge presto.

Un abbraccio.

Luca

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